UFFICIO DI PASTORALE  FAMILIARE

ARCIDIOCESI DI CHIETI-VASTO

CONIUGI SOTTO LA CROCE

La scelta del logo dell'ufficio di pastorale inspirata dal celebre quadro del pittore Egino G.Weinert-Koln

L’autore parte da questa lettura teologica di base, che tanta parte ha nei rituali matrimoniali delle Chiese di Oriente, ed offre una composizione armonica e ricca. La dominante sta nei due colori azzurro e rosso che colpiscono subito la visione, azzurro e rosso che accolgono in una armonia asimmetrica le diverse parti della composizione. Al centro Adamo, il cui volto è certo segnato dal dolore della generazione tremenda, ma che nella posizione ieratica del corpo, come pure nella flessuosità delle braccia e delle mani rimanda ben oltre al dolore, come Egli stesso aveva affermato: «La donna quando partorisce è nel dolore, perché è giunta la sua ora; ma quando il bambino è nato non ricorda più l’angoscia, per la gioia che è venuto al mondo un uomo» (Gv 16,21). Anche qui dunque, se l’espressione della bocca è piegata ancora nella smorfia del dolore il resto del capo, reclinato nel «Sì» totale è già totalmente trasfigurato nell’estasi generativa e che segue la generazione. Il Dolente è già il Glorioso e la sua Corona non è più quella crudele di spine, ma quella aurea dello Sposo, che, una volta generata dalla sua carne, si unisce alla sua Sposa, per la quale sono già sinuose le sue braccia. E la sua stessa umanità lascia già trasparire l'oro della divinità.

 

Ed ecco nel Sangue suo, Sangue della generazione divina, la Sposa, fatta di maschi e femmine, Sposa che trova la sua concretezza esteriore nella coppia fusa assieme dalla goccia del Sangue prezioso che l’ha generata, coppia incoronata per evidenziare la sua condizione di unica carne sponsale del Cristo, coppia tutta tesa a quel Sangue e quell'Acqua che continuano a fuoriuscire dal Costato aperto e che segnano la sua nascita e il suo essere.

 

Dalla parte opposta, però, in simmetria asimmetrica, la coppa, piccola nelle dimensioni, ma significante il mistero grande quale Alleanza, riportando così la prospettiva di Gn 1,26-28. Coppa dalla capienza inesauribile se, pur già ripiena del Sangue dell’Alleanza, è pronta ad accogliere altro Sangue, altra Vita, in un continuo che non ha fine. Coppa che per essere sempre piena e pronta ad accogliere altro Sangue deve essere compartecipata nella sunzione sacramentale che la Sposa fa dell’Alleanza divina. E se la Sposa Grande anche la piccola Sposa, se vuole manifestare nella sua carne l’unicità e la permanente santità verginale del suo essere Da questa Coppa la vita della Grande Sposa e della piccola Sposa, il maschio e la femmina, coronati (velati) per Cristo.

 

La natura tutta è in estasi, sole e luna assistono attoniti al perenne miracolo, al rinnovarsi della vita e dell’amore sponsale, che dalla Croce deriva e che, però, corre sempre il rischio del tradimento. Dado e gallo, il richiamo permanente alla situazione precaria della Sposa, alla sua condizione, che spesso i Padri hanno definito di casta meretrice. Ma ancora il corpo dello Sposo dice perdono, invita a rinnovare la sunzione della Coppa dell’Alleanza, così come in Osea il profeta figura nella sua vita coniugale la perenne misericordia di Dio Sposo per il suo popolo, la Sposa.

 

HOME

LOGO

L'insieme della composizione prospetta teologicamente una lettura di Giovanni 19,30. 33-34: l'evento culminante dell'Economia divina, che conduce alla rigenerazione del popolo nel terrificante dolore. Pronunciata l’ultima parola, «Tutto è compiuto», il Figlio china il capo per dire il «Sì» definitivo e totale e riconsegnare lo Spirito, che il Padre gli aveva donato nel Battesimo. Adesso il Padre può effonderlo dal Corpo di Lui su tutta l'umanità. La lancia squarcia il Costato, «e subito uscirono Sangue ed Acqua», i Segni della Vita di Cristo, che è lo Spirito. I Padri riflettendo sul testo giovanneo traggono legittimamente la tipologia dell’Adamo ultimo e dell’Eva ultima. Dall’ultimo Adamo, ora addormentato nell’estasi della morte, il Padre trae il «Mirabile Sacramento» la Chiesa, l’Eva nuova, Madre dei viventi. La Croce diviene pertanto il Talamo nuziale, dove lo Sposo si congiunge per sempre alla Sposa nuova. Lo Spirito, dalla bocca del Signore sulla Croce, e poi Sangue ed Acqua dal suo Costato, è la Vita divina, che raggiunse la nuova Eva.

ATTIVITA'

L'UFFICIO

RUBRICHE

CALENDARIO

LINK

CONTATTI

UFFICIO DI PASTORALE  FAMILIARE

ARCIDIOCESI DI CHIETI-VASTO

UFFICIO DI PASTORALE  FAMILIARE

ARCIDIOCESI DI CHIETI-VASTO

UFFICIO DI

PASTORALE  FAMILIARE

ARCIDIOCESI DI CHIETI-VASTO

UFFICIO DI PASTORALE  FAMILIARE

ARCIDIOCESI DI CHIETI-VASTO